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	<title>LuminosaMente - il blog di Francesca Gregori</title>
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	<description>il blog di Francesca Gregori</description>
	<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 12:11:36 +0000</pubDate>
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		<title>Quel misterioso buddha</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 08:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Esperienze</category>
	<category>Storie</category>
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		<description><![CDATA[	Camminavo lungo la pista ciclabile e pedonabile che collega Laudes a Glorenza nell&#8217;alta Val Venosta - una lingua di asfalto in mezzo a meravigliosi campi verdi - quando, appena superato il centro del paese di Laudes nel girarmi -forse per uno strano presentimento- vedo un&#8217;enorme statua di un buddha scolpito in pietra di Lasa. 
	Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img hspace="5" height="269" border="0" align="left" width="180" vspace="5" title="Koh Sumai Buddha, Julia Frank" alt="Koh Sumai Buddha, Julia Frank" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/buddha.jpg" />Camminavo lungo la pista ciclabile e pedonabile che collega Laudes a Glorenza nell&#8217;alta Val Venosta - una lingua di asfalto in mezzo a meravigliosi campi verdi - quando, appena superato il centro del paese di Laudes nel girarmi -forse per uno strano presentimento- vedo un&#8217;enorme statua di un buddha scolpito in pietra di Lasa. </p>
	<p>Un p&ograve; incuriosita, un p&ograve; stranita per il contesto poco ordinario, mi avvicino. Una voce mi chiede &quot;le piace&quot;? &quot;S&igrave;, molto&quot; rispondo io voltandomi verso una giovane donna che esce da una nuvola di polvere bianca. </p>
	<p>Ha un viso giovane, un modo gentile, un corpo esile ed all&#8217;apparenza delicato, ma che sprigiona una forte energia. </p>
	<p>Scopro che &egrave; l&#8217;autrice del buddha, che ha frequentato l&#8217;accademia di Carrara, che ama la pietra di Lasa anche se non perdona errori. In pochi minuti mi guida in un mondo che forse per superficialit&agrave; non pensavo esistesse: quello di una scultrice appassionata che &egrave; probabilmente troppo innovativa per il contesto in cui vive. </p>
	<p>La passione non pu&ograve; che essere ricompensata con il successo.</p>
	<p>In bocca al lupo a Julia Frank! </p>
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		<title>Modelli di sostenibilità</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 21:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Riflessioni</category>
	<category>Recensioni</category>
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		<description><![CDATA[	Vent&#8217;anni fa era un paese depresso, da cui la giovent&#249; fuggiva perch&#232; non trovava lavoro e che dipendeva da fonti energetiche di tipo tradizionale. Oggi &#232; un centro all&#8217;avanguardia, che attira aziende, d&#224; occupazione anche ai non residenti e dove tutto il fabbisogno energetico &#232; soddisfatto da fonti alternative e rinnovabili: un modello per tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img hspace="5" height="167" width="249" vspace="5" border="0" align="left" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/fiore%20biologico.jpg" alt="fiore biologico-copyright Francesca Gregori, Tutti i diritti riservati" title="fiore biologico-copyright Francesca Gregori, Tutti i diritti riservati" />Vent&#8217;anni fa era un paese depresso, da cui la giovent&ugrave; fuggiva perch&egrave; non trovava lavoro e che dipendeva da fonti energetiche di tipo tradizionale. Oggi &egrave; un centro all&#8217;avanguardia, che attira aziende, d&agrave; occupazione anche ai non residenti e dove tutto il fabbisogno energetico &egrave; soddisfatto da fonti alternative e rinnovabili: un modello per tutta la nazione, e non solo.</p>
	<p> Si chiama <strong>Gussig</strong> ed ha sede in Austria a circa un km dal confine con l&#8217;Ungheria. </p>
	<p>L&#8217;evoluzione &egrave; iniziata vent&#8217;anni fa e l&#8217;artefice &egrave; un Ingegnere di nome Reinhard Koch, che ha avuto l&#8217;idea e lo spazio per investire sulle energie rinnovabili. Inizialmente &egrave; stato fondato un Centro Europeo per le energie rinnovabili dalle cui competenze sono nate dapprima forme di risparmio energetico e, successivamente, un progetto di autarchia energetica che ha portato alla graduale realizzazione di centrali elettriche a biomasse (che utilizzano gli scarti dell&#8217;industria del legno, di cui &egrave; ricchissima la zona), impianti di biogas o fotovoltaici, ai quali sono collegati tutti gli edifici pubblici e privati, comprese le aziende. Il Centro ha succesivamente esteso le proprie competenze a beneficio di tutta la regione del Burgernland e si occupa anche di formazione oltre che di ricerca.</p>
	<p>Quando leggo notizie di questo tipo mi chiedo: perch&egrave; non possiamo essere anche noi un esempio di sostenibilit&agrave;? Credo che molta gente nel proprio piccolo, a livello individuale, famigliare o nel lavoro, faccia delle scelte e metta in opera delle iniziative che vanno nel senso della sostenibilit&agrave; e quindi opera -si potrebbe dire- a beneficio della collettivit&agrave;. Il problema &egrave; che i singoli non riescono a portare queste qualit&agrave; ad un livello pi&ugrave; alto. C&#8217;&egrave; una membrana invisibile ed impermeabile che separa il singolo da chi lo rappresenta.</p>
	<p>Ma mi piace pensare che il contributo individuale un giorno dissolver&agrave; quella membrana e che ne nascer&agrave; qualcosa di completamente nuovo&#8230; spazio all&#8217;immaginazione!!</p>
	<p>Comunque uno dei miei piccoli contributi alla sostenibilit&agrave; &egrave; un orto biologico. </p>
	<p>L&#8217;articolo da cui ho tratto le informazioni, &quot;Le alternative del rilancio&quot;, &egrave; di Federico Mazza ed &egrave; stato pubblicato su N&ograve;va -l&#8217;inserto del gioved&igrave; de Il Sole 24 Ore- lo scorso 5 marzo a pagina 7.</p>
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		<title>L&#8217;ISPIRAZIONE</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 20:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Fotografia</category>
	<category>Riflessioni</category>
	<category>Esperienze</category>
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		<description><![CDATA[	Cos&#8217;&#232; l&#8217;ispirazione? E&#8217; la fase creativa, di ricerca. Non sai bene cosa cerchi, o, meglio, c&#8217;&#232; una parte di te che lo sa perch&#232; se riesci a contattarla concretizzi l&#8217;opera. E&#8217; la parte migliore del lavoro, perch&#232; ti fa sentire viva; ogni cellula del tuo corpo sembra contribuire alla ricerca. In questa fase senti una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img hspace="5" height="167" width="250" vspace="5" border="0" align="left" title="Occhiali.Copyright Francesca Gregori,tutti i diritti riservati" alt="Occhiali.Copyright Francesca Gregori,tutti i diritti riservati" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/Occhiali1.jpg" />Cos&#8217;&egrave; l&#8217;ispirazione?<br /> E&#8217; la fase creativa, di ricerca. Non sai bene cosa cerchi, o, meglio, c&#8217;&egrave; una parte di te che lo sa perch&egrave; se riesci a contattarla concretizzi l&#8217;opera. E&#8217; la parte migliore del lavoro, perch&egrave; ti fa sentire viva; ogni cellula del tuo corpo sembra contribuire alla ricerca. In questa fase senti una tensione: &egrave; l&#8217;oggetto, il prodotto della ricerca che ti attira a se.  Tutt&#8217;intorno le cose perdono di importanza, perch&egrave; TU sei focalizzato sul tuo obiettivo. Si attiva un processo di avvicinamento tra te, l&#8217;oggetto della rapresentazione ed il processo di rappresentazione. E&#8217; sempre pi&ugrave; vicino e poi succede (pu&ograve; succedere) che..click!&#8230; per un istante tutto si fonde; ogni distinzione si annulla.<br /> Hai toccato ci&ograve; che non si pu&ograve; esprimere.<br />E poi ti rimane il prodotto, l&#8217;opera, che racchiude tutto il tuo percorso e che, a pensarci bene, ha una ricchezza ed una vitalit&agrave; unica. Se &egrave; riuscita, se ogni volta che la osservi fa riemergere (inconsapevolmente) quel momento di fusione che hai sperimentato, vuol dire che ti corrisponde, vuol dire che hai contattato la tua parte pi&ugrave; sincera, pi&ugrave; intima. Ed &egrave; per questo che ti commuove; provi un p&ograve; di pudore nel mostrarla ad altri.</p>
	<p>Questo &egrave; ci&ograve; che ho provato e l&#8217;ho scritto di getto. Non desidero aggiungere delle riflessioni, delle analisi per non snaturare questo tipo di esperienza.</p>
	<p>Mi farebbe piacere ospitare altre esperienze sul blog.</p>
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		<title>Vi presento FG PHOTOGRAPHY</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 19:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Fotografia</category>
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		<description><![CDATA[	
	Con un p&#242; di emozione annuncio l&#8217;apertura del mio nuovo blog fotografico. Chi mi conosce si chieder&#224; come riuscir&#242; ad aggiornare due blog se ultimamente pubblicavo a singhiozzo sull&#8217;unico che avevo. Beh, me lo sono chiesto anche io; ma oramai la fotografia mi ha rapita.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img width="300" vspace="5" hspace="5" border="0" align="bottom" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/dsc_0496v3.jpg" alt="copyright Francesca Gregori-Tutti i diritti riservati" title="copyright Francesca Gregori-Tutti i diritti riservati" /></p>
	<p>Con un p&ograve; di emozione annuncio l&#8217;apertura del <a href="http://www.francescagregori.it" target="_blank" title="Vai a FG Photography">mio nuovo blog fotografico</a>. Chi mi conosce si chieder&agrave; come riuscir&ograve; ad aggiornare due blog se ultimamente pubblicavo a singhiozzo sull&#8217;unico che avevo. Beh, me lo sono chiesto anche io; ma oramai la fotografia mi ha rapita.</p>
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		<title>A VALALTA</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 20:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Riflessioni</category>
	<category>Esperienze</category>
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		<description><![CDATA[	Ho trascorso due settimane nel campeggio di Valalta con la mia famiglia. Sono partita con curiosit&#224;, sono tornata entusiasta.
	Per chi non lo conosca, Valalta &#232; un campeggio per naturisti a pochi km da Rovigno. Dire campeggio &#232; riduttivo vista l&#8217;estensione, la scelta di spiagge, di alloggi e di ristoranti.Il rispetto, la quiete ed il piacere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img width="250" vspace="5" hspace="5" border="0" align="left" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/varie%20568.jpg" alt="Dalla spiaggia" title="Dalla spiaggia" />Ho trascorso due settimane nel campeggio di Valalta con la mia famiglia. Sono partita con curiosit&agrave;, sono tornata entusiasta.</p>
	<p>Per chi non lo conosca, Valalta &egrave; un campeggio per naturisti a pochi km da Rovigno. Dire campeggio &egrave; riduttivo vista l&#8217;estensione, la scelta di spiagge, di alloggi e di ristoranti.<br />Il rispetto, la quiete ed il piacere di non indossare costumi e vestiti (fatta eccezione per alcuni spazi comuni) sono le cose che accomunano chi vi trascorre le vacanze.</p>
	<p>Ci sarebbe molto da dire su questo luogo, ma non vorrei sembrare una guida per turisti o una (semplice) sostenitrice del naturismo.<br />Preferisco piuttosto parlare di due aspetti che colpiscono le persone quando dici loro di volere o avere trascorso una vacanza in un camping per naturisti: la paura della mancanza di igiene ed il timore di dover assistere a spettacoli raccapriccianti.<br />Quanto al primo, a Valalta la pulizia &egrave; un must. Un solo esempio: se affitti un appartamento la pulizia &egrave; giornaliera.<br />Quanto al secondo, non posso negare che si vedano molti corpi in sovrappeso e privi di tonicit&agrave;. Io per&ograve; non ne sono stata infastidita e la sensazione di disagio che ho talvolta provato era legata alla considerazione che, salvo i casi di malattia, e senza mortificarsi, aver cura del proprio corpo &egrave; per me un dovere&nbsp; che&nbsp; abbiamo verso noi stessi.<br />In fondo un corpo che non &egrave; in grado di assolvere bene alla sua funzione perde di significato e ci impegna; un corpo non sano &egrave; un buco nero che ci sottrae energie e ci impedisce o comunque condiziona nel dedicarci ad altro.<br />Questa &egrave; la ragione per la quale lo Yoga attribuisce importanza all&#8217;esercizio fisico, o, meglio, ad un certo tipo di esercizio: le asana. Perch&egrave; il corpo, sano, &egrave; il punto di partenza per un&#8217;evoluzione dell&#8217;individuo, &egrave; lo strumento necessario per accedere alla dimensione pi&ugrave; elevata.<br />A questo proposito K G Durckheim ha scritto una frase che mi piace molto &quot;Il corpo &egrave; l&#8217;uomo nel suo modo di essere al mondo e riunisce dunque le condizioni per andare verso ci&ograve; che &egrave; senza condizioni.&quot;</p>
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		<item>
		<title>Fotografando Alice</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 20:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Fotografia</category>
	<category>Riflessioni</category>
	<category>Storie</category>
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		<description><![CDATA[	Sembra&#160;il titolo di un film; ma &#232; una storia vera. Fotografando Alice ho riscoperto la passione per questo mezzo espressivo. Ho sempre sentito una particolare attitudine verso una&#160;forma artistica, creativa, ma non sapevo quale fosse. Ho provato con la pittura, ma il risultato &#232; stato in rari casi originale, per lo pi&#249;, invece, utile per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img width="252" vspace="5" hspace="5" height="168" border="0" align="left" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/DSC_0116_small.JPG" alt="Alice - tutti i diritti riservati" title="Alice - tutti i diritti riservati" />Sembra&nbsp;il titolo di un film; ma &egrave; una storia vera. Fotografando Alice ho riscoperto la passione per questo mezzo espressivo.<br /> Ho sempre sentito una particolare attitudine verso una&nbsp;forma artistica, creativa, ma non sapevo quale fosse. Ho provato con la pittura, ma il risultato &egrave; stato in rari casi originale, per lo pi&ugrave;, invece, utile per me ma orrendo da un punto di vista estetico. Prima ancora avevo provato con la musica, forse condizionata da ascendenti musicisti. Tra i vari esperimenti ho continuato a fotografare.</p>
	<p> Poi &egrave; nata Alice, la mia bimba (oggi di otto mesi) e mi sono ritirata un p&ograve; da tutto per far fronte alle tante esigenze di un neonato.<br /> Adesso che Alice interagisce anche col resto del mondo, oltre che con la mamma, mi prendo un p&ograve; di tempo per osservarla, fotografarla e cos&igrave; facendo mi riappassiono.<br /> Come ha scritto qualcuno in un libro di cui far&ograve; una recensione, forse la fotografia rappresenta per me l&#8217;infinito che ha bisogno di esprimersi. L&#8217;autore si riferiva al desiderio di un bambino di suonare della musica pur non avendo conoscenza della stessa, n&egrave; di un mezzo per crearla. Quella pulsione era l&#8217;infinito che cercava la via di espressione. Non sempre per&ograve; il richiamo &egrave; cos&igrave; forte,&nbsp;non sempre &egrave; cos&igrave; chiaro lo strumento per avvicinarsi ad esso. Ed allora basta poco&nbsp;per soffocarlo&nbsp;con&nbsp;gli schemi, con i dubbi.<br /> Fermiamoci ad ascoltare le nostre intuizioni, sperimentiamoci; perch&egrave; solo cos&igrave; diventiamo artefici del nostro destino,&nbsp;creiamo, viviamo.&nbsp;</p>
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		<title>CREATIVE COMMONS  Le licenze free</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2007 17:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Diritto</category>
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		<description><![CDATA[	E&#8217; da un p&#242; di tempo che vorrei dedicare un post ad un&#8217;encomiabile iniziativa, partita dall&#8217;America, dal prof.&#160;Lawrence Lessig&#160;poco pi&#249; di quattro anni fa: creative commons&#160;(CC). Visto che non &#232; agevole riassumere&#160;CC in un post di poche righe, rinvio per approfondimenti al sito di CC.
	Iniziamo, dunque. 
	Quest&#8217;iniziativa coinvolge ormai decine (forse centinaia) di persone in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img title="" height="180" alt="" hspace="10" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/thumb-libroaliprandi.gif" width="119" align="left" border="1" />E&#8217; da un p&ograve; di tempo che vorrei dedicare un post ad un&rsquo;encomiabile iniziativa, partita dall&rsquo;America, dal prof.&nbsp;<strong><a title="Lawrence Lessig " href="http://www.lessig.org/" target="_blank">Lawrence Lessig</a>&nbsp;</strong>poco pi&ugrave; di quattro anni fa: <strong><a title="Creative Commons" href="http://creativecommons.org/" target="_blank">creative commons</a></strong>&nbsp;(<strong>CC</strong>). Visto che non &egrave; agevole riassumere&nbsp;<strong>CC</strong> in un post di poche righe, rinvio per approfondimenti al sito di <strong>CC</strong>.</p>
	<p>Iniziamo, dunque. </p>
	<p>Quest&rsquo;iniziativa coinvolge ormai decine (forse centinaia) di persone in tutto il mondo che prestano gratuitamente la propria attivit&agrave; per mettere a disposizione di tutti gli utilizzatori di internet un sistema rapido e semplice per precisare i propri diritti sul materiale pubblicato in rete (e non solo in rete) e di cui si &egrave; autori.<a id="more-8"></a><br />Va chiarito, infatti, che chi crea e pubblica un articolo, un racconto, una fotografia, un brano musicale&#8230;, che abbiano un carattere creativo, &egrave; considerato autore dello stesso e dispone del diritto morale e dei diritti economici sugli stessi. Il primo consiste essenzialmente nel diritto di essere riconosciuto autore, i secondi sono i diritti di trarre dall&rsquo;opera un&rsquo;utilit&agrave; economica. Il diritto morale non &egrave; cedibile, mentre i diritti di sfruttamento economico lo sono e possono prendere varie forme (diritto di distribuzione, di pubblicazione, di riproduzione..). La cessione avviene mediante contratti che vengono chiamati: contratti di licenza. Detti contratti possono essere verbali o scritti. Questi ultimi vengono normalmente redatti caso per caso da professionisti, dietro compenso. Questo avviene nel mondo non virtuale, dove, potremmo dire lo schema tipico &egrave;: io autore cedo a te &ndash;casa editrice- il diritto di pubblicare e distribuire il libro che ho scritto, dietro compenso (normalmente simbolico); il contratto me lo ha fatto il mio avvocato, che ho retribuito per la sua prestazione. Si tratta di un&rsquo;ipotesi di scuola, che, come tale, &egrave; poco realistica! Infatti, nella realt&agrave; l&rsquo;autore sconosciuto (non una Dacia Maraini, per intendersi) deve ringraziare il cielo se trova un editore che gli pubblica gratuitamente il libro; il modello contrattuale, poi, viene sottoposto dall&rsquo;editore all&rsquo;autore che lo accetta puramente e semplicemente e quanto ai diritti dell&rsquo;autore&#8230;beh pochi spiccioli. Del resto stampare e distribuire un libro, costa.<br />Ma chiudo la parentesi, perch&egrave; il discorso sarebbe lungo e complesso.<br />Tornando all&rsquo;ipotesi di scuola, se non si verifica nella realt&agrave;, tanto meno nel modo virtuale, ma per altre ragioni.&nbsp;<br />Infatti l&rsquo;approccio di molti utilizzatori della rete, dei blogger in primis&nbsp; -prima ancora dei programmatori open source, &egrave; quello della condivisione, ovvero rendere disponibili gratuitamente delle informazioni, delle utilit&agrave; (ad esempio un software).<br />Attenzione: gratuitamente significa senza un corrispettivo pecuniario, ma non liberamente o sempre.<br />Facciamo un esempio: io, che per piacere personale fotografo, pubblico sul mio sito o blog una serie di fotografie e posso decidere che d&ograve; a terzi la possibilit&agrave; di utilizzare gratuitamente quelle immagini con l&rsquo;unico obbligo, per chi le utilizza, di citarmi.<br />In questo modo io mantengo i diritti (sia quello morale che quelli di utilizzazione) sulla fotografia, ma attribuisco ad altri la licenza di utilizzo della stessa a determinate condizioni. Ebbene, creative commons ha dato la possibilit&agrave; di esplicitare tutto questo mettendo a disposizione: delle condizioni generali di utilizzo (modello di contratto di licenza), un&nbsp;codice per installare a pi&egrave; delle proprie fotografie, o comunque, sul blog (un esempio lo potete vedere sul mio blog a pi&egrave; di pagina), dei simboli che richiamano quelle condizioni, un supporto esplicativo e link di varia utilit&agrave;. Se andate a leggervi le condizioni generali &ndash;cosa che consiglio- vi accorgerete di quanto sia complesso un contratto di licenza e ci&ograve; rende ancor pi&ugrave; meritoria l&rsquo;opera di cc. Non mi dilungo su altri aspetti delle licenze perch&egrave; troverete quasi tutto sul sito citato e per ulteriori approfondimenti potete anche consultare wikipedia (enciclopedia condivisa) alle varie voci: diritto d&rsquo;autore&#8230; Per chi volesse saperne di pi&ugrave; del concetto di &ldquo;commons&rdquo; e di quanto scritto a questo proposito da Lessig, invito a consultare <u><a title="Ethosblog, riflessioni su un libro di Lessig" href="http://www.ethosblog.it/?p=15" target="_blank">ethosblog</a></u>. <br />Per chi volesse approfondire&nbsp; i concetti del diritto d&#8217;autore, invito acquistare o a scaricarsi ed a leggere il libro di Simone Aliprandi <a title="Capire il copyright di Simone Aliprandi" href="http://www.copyleft-italia.it/libro3/" target="_blank">&quot;Capire il Copyright. Percorso guidato nel diritto d&#8217;autore.&quot;</a>&nbsp;Ho scelto questo testo&nbsp;perch&egrave; &egrave; stato pubblicato con licenza CC, come si evince a pag. 3.</p>
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		<item>
		<title>MA CI RENDIAMO VERAMENTE CONTO DI CIO&#8217; CHE FACCIAMO?I simboli pasquali</title>
		<link>http://www.luminosamente.it/?p=17</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 21:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Riflessioni</category>
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		<description><![CDATA[	Domani &#232; Pasqua.
	Scarteremo l&#8217;uovo e ci mangeremo il coniglio&#8230;
	Ma ci rendiamo veramente conto di ci&#242; che facciamo?
	Io no; quanto meno fino a quando non ho letto quanto scrive il dott. J. L. Henderson ne &#34;L&#8217;uomo e i suoi simboli&#34;.&#160;
	Il dott. Henderson era&#160;uno junghiano e per la precisione -portando degli esempi di simboli eterni, che accomunano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img title="L'uomo e i suoi simboli" style="width: 128px; height: 200px" height="200" alt="L'uomo e i suoi simboli" hspace="10" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/thumb-uomo%20e%20simboli.jpg" width="128" align="right" vspace="6" border="0" />Domani &egrave; Pasqua.</p>
	<p>Scarteremo l&#8217;uovo e ci mangeremo il coniglio&#8230;</p>
	<p>Ma ci rendiamo veramente conto di ci&ograve; che facciamo?</p>
	<p>Io no; quanto meno fino a quando non ho letto quanto scrive il dott. J. L. Henderson ne &quot;<strong>L&#8217;uomo e i suoi simboli</strong>&quot;.&nbsp;</p>
	<p>Il dott. Henderson era&nbsp;uno junghiano e per la precisione -portando degli esempi di simboli eterni, che accomunano tutti gli uomini, pur differenziandosene in concreto le manifestazioni- scriveva : &quot;Ma ci rendiamo veramente conto di ci&ograve; che facciamo, e siamo consapevoli della connessione fra la storia della nascita, morte e risurrezione di Cristo e il popolare simbolismo pasquale? Di solito non ci diamo neppure la preoccupazione di considerare da un punto di vista razionale tutte queste usanze.&quot; <a id="more-17"></a></p>
	<p>E cos&igrave; prosegue spiegando che la crocefissione sembra appartenere al medesimo simbolismo della fertilit&agrave; tipica dei rituali salvatori di Osiride, Tammuz, Orfeo e Balder. Anche loro avevano una natura semi divina, furono uccisi e quindi rinacquero.</p>
	<p>Si tratta di religioni cicliche nelle quali la morte/rinascita del re-dio ricorrono, nel senso che si perpetuano.</p>
	<p>Il cristianesimo, invece, &egrave; una religione escatologica, che ha in vista uno scopo finale, il Giudizio Universale.</p>
	<p>Questa diversa natura della religione cristiana sarebbe confermata dalla risurrezione di Ges&ugrave;, che avviene alla destra del Padre e, quindi, una volta per tutte.</p>
	<p>Tuttavia, un&#8217;esigenza che potremmo definire eterna dell&#8217;uomo ha spinto i primi&nbsp;cristiani a ricercare un simbolismo di (fertilit&agrave; e quindi di)rinascita ciclica e ad introdurre nelle celabrazioni pasquali il coniglio e l&#8217;uovo.</p>
	<p>Dunque l&#8217;origine di questi due simboli &egrave; molto antica e radicata nell&#8217;uomo.</p>
	<p>Per chi volesse approfondire il simbolismo dell&#8217;uovo pasquale, rinvio a <strong><a title="L'uovo nella tradizione pasquale." href="http://www.zoobiodi.it/biblio/uova%20Pasquali.pdf" target="_blank">questo articolo</a></strong>.</p>
	<p>Buona Pasqua a tutti.</p>
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		<title>RISCOPRIRE LE PROPRIE RADICI La fine della sofferenza, Pankaj Mishra</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 21:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Riflessioni</category>
	<category>Recensioni</category>
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		<description><![CDATA[	&#34;In India, il passato non scompariva mai, o meglio, essendo sempre presente, non diventava mai una realt&#224; superata&#34;.
	Questa frase, tratta da &#34;La fine della sofferenza&#34; di Pankaj Mishra, che finalmente oggi, forzata a casa da una salute un p&#242; traballante, sono riuscita a terminare, mi sembra che esprima bene il senso del libro. Nella sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img title="Copertina di " style="width: 150px; height: 233px" height="233" alt="Copertina di " hspace="10" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/fine_sofferenza.jpg" width="150" align="left" vspace="6" border="0" />&quot;In India, il passato non scompariva mai, o meglio, essendo sempre presente, non diventava mai una realt&agrave; superata&quot;.</p>
	<p>Questa frase, tratta da <a title="La fine della sofferenza" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788882462093/MISHRA-PANKAJ/LA-FINE-DELLA-SOFFERENZA.html" target="_blank">&quot;La fine della sofferenza&quot; di Pankaj Mishra</a>, che finalmente oggi, forzata a casa da una salute un p&ograve; traballante, sono riuscita a terminare, mi sembra che esprima bene il senso del libro. Nella sua ambiguit&agrave; la frase descrive il percorso di un uomo, un giovane indiano, nato in India e divenuto (quasi trentenne)&nbsp;cittadino del mondo, che&nbsp;scopre nei difetti del proprio popolo e della propria civilt&agrave; la sua stessa risorsa.</p>
	<p>Per anni Mishra, di modesta estrazione e col desiderio di riscatto sociale ed il pallino dello scrittore, ha ammirato l&#8217;occidente per tutto ci&ograve; che rappresentava: razionalit&agrave;, libert&agrave;, progresso &#8230; ; avvertendo al contempo un senso di profonda inadeguatezza del proprio popolo, di inferiorit&agrave;. <a id="more-15"></a></p>
	<p>Ma un&#8217;analisi storica durata pi&ugrave; di un decennio e, soprattutto, un approfondimento delle idee del Buddha, cos&igrave; come anni di viaggi all&#8217;estero che gli hanno permesso di superare l&#8217;immagine dell&#8217;occidente&nbsp;e di&nbsp;conoscerlo, piuttosto, hanno portato un profondo cambiamento di sentire e di vedute. Mishra ha scoperto quanto sono attuali ed universali i principi del buddismo; il ché gli &egrave; stato confermato anche dalla grande diffusione della spiritualit&agrave; &quot;indiana&quot; in occidente.</p>
	<p>Il libro &egrave; affascinante, denso di avvenimenti storici, alternati al racconto della vita dello scrittore ed &egrave;&nbsp;arricchito da numerosissime <strong>citazioni</strong> di filosofi occidentali ed ovviamente di discorsi ed&nbsp;insegnamenti del Buddha.</p>
	<p>Ma, pi&ugrave; di tutto questo, del libro&nbsp;ho apprezzato il <strong>percorso circolare</strong>: partire dalle proprie radici per riscoprirle.</p>
	<p>Il ch&egrave;, in ultima analisi, equivale a: partire da sé stessi per riscoprirsi.</p>
	<p>Anche noi occidentali, come Mishra, tendiamo a criticare&nbsp;il mondo in cui viviamo:&nbsp;a cominciare, per rimanere in Italia,&nbsp;dal paese e dalle istituzioni che lo/ci rappresentano, e quindi, scendendo la scala gerarchica, i concittadini, la realt&agrave; locale, la associazione di categoria, la circoscrizione, il collega, il medico, il vicino di casa, i nostri familiari (!)</p>
	<p>Il problema&nbsp;sembra stare&nbsp;sempre e comunque <strong>fuori di noi</strong>.</p>
	<p>Forse, per&ograve;, la prospettiva pu&ograve; cambiare, possiamo accorgerci soprattutto che &egrave; pi&ugrave; utile e sano cambiare atteggiamento ed investire meno energie&nbsp;nel pensare&nbsp;a ci&ograve;&nbsp;che ci viene &quot;fatto&quot;, concentrandoci sull&#8217;apporto che possiamo dare, sulle qualit&agrave; e le risorse che possiamo (e dobbiamo) sviluppare.<br />Quindi &egrave; un&nbsp;partire da sé,&nbsp;da&nbsp;una prospettiva egocentrica di sé, come&nbsp;luogo di assorbimento&nbsp;di tutto quello che ci st&agrave; attorno e di cui possiamo beneficiare o che ci disturba, per scoprirci come <strong>fulcro</strong> da cui si irradia una diversa consapevolezza, la consapevolezza che i cambiamenti avvengono in noi e poi si eprimono fuori di noi.</p>
	<p>Serve a poco lamentarsi, serve a molto offrire un contributo affinch&egrave; ci&ograve; che non ci piace possa cambiare&#8230; in meglio.</p>
	<p>Come diceva il <a title="COLLI PIACENTINI -Un medico secondo natura" href="http://www.luminosamente.it/?p=9" target="_blank">Dott. Mozzi</a>: &quot;L&#8217;unico vero metodo di verifica &egrave; quello sperimentale&quot;.</p>
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		<title>INCONTRI</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 14:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gregori</dc:creator>
		
	<category>Riflessioni</category>
	<category>Esperienze</category>
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		<description><![CDATA[	Le cose accadono quando meno te le aspetti&#8230;purch&#232; tu ne abbia creato le basi.
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	Avevo un impegno di lavoro; importante. La giornata non si prospettava rilassata.Sono arrivata ad un appuntamento con un professionista che mi avrebbe dato un passaggio in macchina. Sul luogo noto&#160;una persona distinta che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Le cose accadono quando meno te le aspetti&#8230;purch&egrave; tu ne abbia creato le basi.</p>
	<p>Mi riferisco a quanto mi &egrave; accaduto due giorni f&agrave;.</p>
	<p>Avevo un impegno di lavoro; importante. La giornata non si prospettava rilassata.<br />Sono arrivata ad un appuntamento con un professionista che mi avrebbe dato un passaggio in macchina. Sul luogo noto&nbsp;una persona distinta che sembra in attesa.<br />&quot;Buongiorno, il dott.&nbsp;&nbsp; &#8230; ?&quot; dico. <br />&quot;Sono io.&quot;<br />&quot;Piacere.&quot;<br />&quot;Dove ha la macchina?&quot;<br />&quot;Proprio qui.&quot; <br />Salgo sulla sua macchina, la cintura e&nbsp;via. La conversazione si avvia subito, rilassata. Si parla un p&ograve; di lavoro, un po&#8217; d&#8217;altro. Qualche accenno ad esperienze di vita passata e presente, alla famiglia. <a id="more-14"></a></p>
	<p>Quindi gli impegni previsti. <br /><img title="Cronografo - Fonte: Wikipedia" style="width: 170px" alt="Cronografo - Fonte: Wikipedia" hspace="10" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2a/FORTIS-Flieger-Chronograph.jpg/547px-FORTIS-Flieger-Chronograph.jpg" width="170" align="left" vspace="6" border="0" />La giornata &egrave; stata concitata. Confidavo almeno in un buon pranzetto in una sana osteria di provincia. Quei posti semplici della &quot;bassa&quot; (magari anche scarni o squallidotti) ma dove si mangia&nbsp;una&nbsp;sana cucina casaliga. Niente di tutto ci&ograve;. Un panino in un ex autogrill (come si chiamano adesso? moto? beh non &egrave; cambiato molto nella sostanza, sempre panini trovi), rapido quanto un pit stop e rientriamo a Trento. Anche il rientro &egrave; stato piacevole. Quindi ufficio e casa.</p>
	<p>La prima cosa che mi &egrave; venuta spontanea, quando Andrea, mio marito, mi ha chiesto come era andata &egrave; stato dirgli &quot;ho incontrato una bella persona.&quot; Ed &egrave; realmente ci&ograve; che penso. Accadono talvolta degli incontri fortunati con persone che ti sembra di conoscere da molto tempo, con le quali ti senti a tuo agio e sveli anche qualche cosa di te e del tuo essere che altrimenti rimarrebbero celati dietro un muro di distanza e forse anche di diffidenza. Quegli incontri lasciano una sensazione di pienezza, di benessere, perch&egrave; ti sei sentito in sintonia con te stesso. Niente finzioni, niente rinunce, nessun compromesso.</p>
	<p>Insomma un raggio di luce in una giornata nuvolosa.</p>
	<p><img title="Copertina de Il Monte Analogo - Fonte: http://www.ibs.it" style="width: 116px; height: 180px" height="180" alt="Copertina de Il Monte Analogo - Fonte: http://www.ibs.it" hspace="10" src="http://www.luminosamente.it/wp-content/thumb-monte_analogo.jpg" width="116" align="right" vspace="6" border="0" />Ed &egrave; bello pensare che non lo ho cercato, ma che sicuramente non sarebbe potuto accadere se anche&nbsp;io non avessi dato un&nbsp;mio contributo, se anche&nbsp;io non credessi in certi valori, non mi sforzassi nel quotidiano di perseguire la qualit&agrave; dei rapporti, di capire&nbsp;me stessa. Perch&egrave; sono profondamente convinta che solo capendo bene se stessi si&nbsp;possa capire anche&nbsp;l&#8217;altro. Solo quando capisci l&#8217;origine di alcune insofferenze, fastidi, malesseri che ti avvolgono, puoi percepire che anche negli altri quelle stesse insofferenze, fastidi e malesseri nascondono qualche cosa di diverso, di pi&ugrave; genuino. E cos&igrave; come diventi pi&ugrave; tollerante verso te stesso, lo diventi anche verso gli altri. Tutto ci&ograve; apre (spalanca) le porte a rapporti che hanno un sapore pi&ugrave; autentico.</p>
	<p>Poi pu&ograve; accadere, come &egrave; successo l&#8217;altro giorno, che non ci sia neppure bisogno di un atteggiamento di comprensione, viene da s&egrave;.</p>
	<p>Sono le piccole gioie della vita.</p>
	<p>Quelle piccole pietre preziose&nbsp;di cui parla Ren&egrave; Daumal ne &quot;<strong><a title="Il Monte Analogo" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788845908132/DAUMAL-RENE/IL-MONTE-ANALOGO-ROMANZO-DAVVENTURE-ALPINE-NON-EUCLIDEE-SIMBOLICAMENTE-AUTENTICHE.html" target="_blank">Il Monte Analogo</a></strong>&quot;.</p>
	<p>PS: ne consiglio la lettura.</p>
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