Vent’anni fa era un paese depresso, da cui la gioventù fuggiva perchè non trovava lavoro e che dipendeva da fonti energetiche di tipo tradizionale. Oggi è un centro all’avanguardia, che attira aziende, dà occupazione anche ai non residenti e dove tutto il fabbisogno energetico è soddisfatto da fonti alternative e rinnovabili: un modello per tutta la nazione, e non solo.
Si chiama Gussig ed ha sede in Austria a circa un km dal confine con l’Ungheria.
L’evoluzione è iniziata vent’anni fa e l’artefice è un Ingegnere di nome Reinhard Koch, che ha avuto l’idea e lo spazio per investire sulle energie rinnovabili. Inizialmente è stato fondato un Centro Europeo per le energie rinnovabili dalle cui competenze sono nate dapprima forme di risparmio energetico e, successivamente, un progetto di autarchia energetica che ha portato alla graduale realizzazione di centrali elettriche a biomasse (che utilizzano gli scarti dell’industria del legno, di cui è ricchissima la zona), impianti di biogas o fotovoltaici, ai quali sono collegati tutti gli edifici pubblici e privati, comprese le aziende. Il Centro ha succesivamente esteso le proprie competenze a beneficio di tutta la regione del Burgernland e si occupa anche di formazione oltre che di ricerca.
Quando leggo notizie di questo tipo mi chiedo: perchè non possiamo essere anche noi un esempio di sostenibilità? Credo che molta gente nel proprio piccolo, a livello individuale, famigliare o nel lavoro, faccia delle scelte e metta in opera delle iniziative che vanno nel senso della sostenibilità e quindi opera -si potrebbe dire- a beneficio della collettività. Il problema è che i singoli non riescono a portare queste qualità ad un livello più alto. C’è una membrana invisibile ed impermeabile che separa il singolo da chi lo rappresenta.
Ma mi piace pensare che il contributo individuale un giorno dissolverà quella membrana e che ne nascerà qualcosa di completamente nuovo… spazio all’immaginazione!!
Comunque uno dei miei piccoli contributi alla sostenibilità è un orto biologico.
L’articolo da cui ho tratto le informazioni, "Le alternative del rilancio", è di Federico Mazza ed è stato pubblicato su Nòva -l’inserto del giovedì de Il Sole 24 Ore- lo scorso 5 marzo a pagina 7.